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Cosa visitare a Giano dell'Umbria | Agriturismo Giano dell'Umbria |

Situato ad un'altitudine di 546 mt. s.l.m., su di una superficie di appena 44 Kmq e con una popolazione che supera di poco i 3200 abitanti, sorge il piccolo comune di Giano dell'Umbria. La città è facilmente raggiungibile sia in auto che in treno, trovandosi in un punto di confluenza delle maggiori vie di comunicazione.
Originario Vicus romano, il paese trae il suo nome da un antico tempio dedicato al dio Giano, anche se alcuni documenti testimoniano l'esistenza di un toponimo, icciano, antico prediale romano, dal quale potrebbe essere poi derivato "Giano". Nel corso del Medioevo Giano entrò a far parte del ducato di Spoleto, divenendone l'avamposto sul confine nord-ovest. Nel 1300 la città era sotto il dominio del Papa, che ne affidò il controllo ad una signoria locale, estendendo il potere giurisdizionale della nobile famiglia anche nelle frazioni di Montecchio e Castagnola. Nel 1247, con un atto del legato Raniero Capocci, Giano fu affidato nuovamente alla città di Spoleto. Pochi anni dopo il paese fu vittima di violenti contrasti tra il rettore del Ducato Spoletino e la stessa Spoleto, che miravano al pieno possedimento del castello. Le ostilità si conclusero nel 1279 con la vittoria della città che, nonostante la proclamazione di Giano a Comune rurale, riuscì ad imporle il proprio potere giurisdizionale. Da questo momento iniziò per la città di Giano un lungo periodo di crisi, determinato dai continui cambiamenti al potere che si conclusero, nel 1478, con la definitiva sottomissione a Spoleto. L'intervento del Papa Leone X che, nel 1514, concesse la signoria di Giano al nobile spoletino Severo Minervo, scatenò una sommossa popolare, che si concluse con la liberazione della città attraverso il pagamento di un'ingente somma di denaro. Per porre fine ai continui cambi al potere, il Papa Clemente VII, il 9 agosto del 1529, consegnò la signoria del paese nelle mani di Spoleto. Nonostante le controversie tra le due comunità, l'atto di Clemente VII restò in vigore fino al 1816, anno della proclamazione di Giano a Comune, con potere giurisdizionale sui castelli di Montecchio, Castagnola e su alcuni villaggi circostanti.





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